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Trataka: l'antica pratica spirituale dello sguardo yogico

Illustrazione di una praticante seduta che fissa la fiamma di una candela da una distanza costante nella meditazione Trataka.

Il Trataka è un'antica tecnica yogica che consiste nel fissare a lungo un punto immobile. Il punto osservato può variare moltissimo e includere quasi qualsiasi cosa, ma molti praticanti preferiscono utilizzare la fiamma di una candela, uno specchio oppure il disegno geometrico di un mandala.

Una pratica quotidiana del trataka affina l'intuizione, rafforza la concentrazione e, se combinata con esercizi di respirazione appropriati o con la meditazione, aiuta quasi immediatamente a raggiungere una sensazione di pace interiore. Nella tradizione yogica si dice che il Trataka purifichi il terzo occhio, un centro simbolico associato alla visione interiore, alla chiarezza e a una percezione più elevata. Gli antichi mistici collegavano anche questo stato a una vibrazione superiore.

Trataka e attivazione del SNA

Il sistema nervoso autonomo, cioè quello che governa le nostre risposte automatiche agli stimoli, è formato da due parti: il sistema nervoso simpatico e il sistema nervoso parasimpatico. Il simpatico regola le risposte di lotta o fuga e gli istinti di sopravvivenza, mentre il parasimpatico governa le risposte calmanti legate alla guarigione, al recupero e al ristoro dello spirito.

Il Trataka agisce spostando il praticante da uno stato simpatico a uno stato parasimpatico, riducendo lo stress e favorendo la guarigione e la restaurazione. Questo può corrispondere a cambiamenti nell'attività delle onde cerebrali associate agli stati meditativi, come i ritmi alfa-theta. Questi stati possono contribuire a una maggiore coerenza del sistema nervoso, con le branche simpatica e parasimpatica che lavorano in modo più armonioso e sostengono una comunicazione più regolata tra cervello, cuore e corpo.

Mandala Sri Yantra usato come punto focale geometrico nella meditazione Trataka.
Opera di Harish Johari: un tradizionale mandala Sri Yantra comunemente usato nella meditazione Trataka.

Tecniche di respirazione

La maggior parte delle persone respira più lentamente e più profondamente durante l'osservazione di una candela senza nemmeno rendersene conto. Una respirazione controllata bilancia naturalmente il sistema nervoso autonomo, calma l'ansia e aumenta la variabilità della frequenza cardiaca, un indicatore di benessere emotivo e spirituale. Un sistema più quieto emette inoltre campi elettromagnetici più coerenti, soprattutto dal cuore.

La respirazione diaframmatica lenta attraverso il naso è spesso considerata una delle tecniche migliori da abbinare al Trataka. Questa tecnica consiste nel respirare lentamente dal naso e profondamente fino al diaframma. Mentre si respira, è importante approfondire la concentrazione sulla fiamma o sul punto fisso scelto, permettendo a se stessi di entrare in uno stato di consapevolezza più meditativo e coerente.

Tipi di Trataka

Trataka con un punto fisso

Il primo metodo di Trataka consiste nel fissare un punto immobile. Il punto può essere quasi qualsiasi cosa, ma dovrebbe essere visivamente stabile e facile da contemplare, in modo che la mente non si disperda durante la meditazione. Molti praticanti yogici preferiscono utilizzare simboli ricchi di significato spirituale, inclusi colori ritenuti capaci di produrre specifici effetti psicologici o metafisici, oppure forme geometriche associate alla geometria sacra.

Trataka con una candela

Il secondo metodo consiste nel fissare la fiamma di una candela. La distanza tra te e la candela dipende in ultima analisi da te, ma la maggior parte dei praticanti preferisce collocarla su un supporto a circa 60-90 centimetri di distanza, all'altezza degli occhi. Nella pratica yogica tradizionale la fiamma deve rimanere stabile e ben visibile, senza causare sforzo fisico agli occhi o al collo. Il meditante concentra quindi intensamente lo sguardo sulla fiamma senza battere le palpebre in modo eccessivo, permettendo gradualmente alla mente di diventare ferma e unifocale.

Secondo alcune ricerche emergenti, praticare il Trataka con una candela può aiutare a stimolare melatonina, serotonina e ritmo circadiano. Più in generale, gli studi sull'esposizione alla luce calda suggeriscono che condizioni luminose più naturalistiche possano influenzare positivamente l'umore, il sonno e gli stati di vigilanza. Questo potrebbe essere dovuto all'attivazione della ghiandola pineale e al suo legame con la trasmissione dei biofotoni.

Donna che pratica il Trataka con una candela in una stanza buia, con la fiamma centrata davanti al viso.
Instagram: @girlgonemystic

La relazione tra ghiandola pineale e trasmissione dei biofotoni resta un tema altamente speculativo ma discusso attivamente all'incrocio tra neuroscienze, biofisica e studi sulla coscienza. I biofotoni potrebbero essere il termine scientifico usato per descrivere ciò che gli antichi yogi chiamavano “luce interiore” da millenni, presente in ogni essere vivente.

Lo sfarfallio della candela produce inoltre un naturale ritmo cerebrale alfa-theta, associato a uno stato di consapevolezza rilassata, alla meditazione e alla guarigione. Questo fenomeno di entrainment, cioè la sincronizzazione dei ritmi cerebrali con stimoli esterni, può aiutare la mente a entrare in uno stato di maggiore coerenza, aumentando l'ordine interiore, il che si percepisce energeticamente come uno stato di “frequenza più elevata”.

Trataka con uno specchio

Il Trataka con uno specchio, talvolta chiamato affettuosamente “mirror work”, consiste nel fissare i propri occhi, di solito in uno stato calmo e meditativo, osservando le emozioni e le sensazioni che possono emergere. Quando viene praticato alla luce di una candela, l'ambiente diventa ancora più introspettivo, creando un'atmosfera sacra o uno stato alterato di coscienza. Alcuni oserebbero dire che siamo più belli alla luce di una candela, e quindi questa pratica può incoraggiare sentimenti di amore e apprezzamento per se stessi. Le parole che diciamo a noi stessi, o anche solo pensiamo mentre ci guardiamo allo specchio, possono avere effetti spirituali profondi sul nostro benessere emotivo.

Guardare se stessi allo specchio attiva la cosiddetta Default Mode Network, o DMN. Si tratta di un sistema neurale coinvolto nell'elaborazione autoriferita, nella fantasticheria e nella memoria autobiografica. Studi con fMRI hanno mostrato che osservare il proprio volto attiva aree del cervello legate all'identità e al recupero della memoria. In sintesi, il cervello sta letteralmente recuperando la tua storia e ti aiuta a rientrare in contatto con il tuo sé interiore, o a ricordare chi sei.

Il contatto visivo, sì, anche con se stessi, attiva il sistema limbico, il centro emotivo del cervello. Di norma il contatto visivo con gli altri regola le emozioni attraverso il rilascio di ossitocina e il legame sociale; con il mirror work, questo può aiutare ad autoregolare emozioni come vergogna, dolore o indegnità. Questo spiega perché alcune persone piangono durante la meditazione allo specchio: si tratta di una forma di metabolizzazione emotiva. Non è inoltre raro provare disagio o tremori nelle fasi iniziali del Trataka, ma con la pratica queste sensazioni vengono presto sostituite da facilità, accettazione e fiducia in se stessi.

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Come praticare il Trataka a casa

Se desideri provare il Trataka da solo, puoi seguire questo semplice metodo.

  • Metti una candela su un candeliere o un portacandela e assicurati che sia stabile.
  • Posiziona la candela su una superficie davanti a uno specchio alto almeno tre piedi e largo almeno due piedi.
  • Siediti in una stanza buia di fronte allo specchio, mantenendo la candela a distanza di sicurezza dal corpo, dai vestiti, dalle tende o da qualsiasi materiale infiammabile.
  • Accendi la candela.
  • Inizia la tecnica di respirazione inspirando profondamente dal naso per 6 secondi, lasciando espandere completamente l'addome. Trattieni il respiro per 6 secondi, poi espira per 6 secondi finché non senti l'addome rientrare del tutto. Quindi mantieni i polmoni vuoti per 6 secondi prima di ripetere il ciclo.
  • Fissa la fiamma della candela mentre continui l'esercizio di respirazione. Percepisci la tua stessa presenza nella visione periferica.

E questo è tutto! Ora stai praticando il Trataka come un vero yogi.

In alternativa, a un certo punto della meditazione puoi decidere di spostare la candela di lato e concentrarti soltanto sul centro tra i tuoi occhi. Usa lo spazio tra le sopracciglia come punto fisso e prosegui la pratica esattamente come facevi con la fiamma. Puoi continuare finché ti senti a tuo agio, o finché inizi a percepire i benefici spirituali che la meditazione Trataka può offrire.

Se sei una persona a disagio con le esperienze psichedeliche o hai avuto in passato esperienze negative con sostanze psichedeliche, allora il Trataka potrebbe non essere adatto a te. Le ombre sottili e il movimento della luce di una candela possono infatti produrre una lieve pareidolia, come la percezione di volti o motivi, il che intensifica la qualità mitica o simbolica della pratica, ma può anche innescare episodi in persone con una storia di psicosi.

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Opere citate

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  • Zaccaro, Andrea, et al. “How Breath-Control Can Change Your Life: A Systematic Review on Psycho-Physiological Correlates of Slow Breathing.” Frontiers in Human Neuroscience, vol. 12, 2018.
  • Apps, Matthew A. J., and Manos Tsakiris. “The Different Faces of One’s Self: An fMRI Study into the Recognition of Current and Past Self-Facial Appearances.” PLoS ONE, vol. 8, no. 7, 2013.